Rimini Teatro Novelli:

13 - 15 marzo 2007
LOCATION Rimini
Teatro

DESCRIZIONE EVENTO:

martedì 13 - mercoledì 14 - giovedì 15 marzo 2007

Teatro Novelli - ore 21

"Le nozze di figaro" di Pierre-Augustin de Beaumarchais
(prima assoluta nazionale)

con Tullio Solenghi per la regia di Matteo Tarasco

Martedì 13 - mercoledì 14 e giovedì 15 marzo 2007 andrà in scena al Teatro Novelli di Rimini - nell’allestimento della Compagnia Lavia con Tullio Solenghi nella parte del protagonista e per la regia di Matteo Marasco - “La folle giornata ovvero Il matrimonio di Figaro (La folle journée ou Le mariage de Figaro)” celeberrimo capolavoro teatrale di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, drammaturgo e polemista francese nonché insegnante di musica personale di principesse reali segretario di Luigi XV.

La commedia - dalla quale è doveroso ricordare nacque l’omonimo capolavoro operistico di Wolgang Amadesu Mozart, uno tra i vertici assoluti della sterminata produzione del genio salisburghese il quale con le sue sublimi arie ed incantevoli melodie musicò meravigliosamente il libretto che l’abate Lorenzo da Ponte scrisse proprio sulla base del lavoro di Beaumarchais consegnandolo all’eternità – venne in un primo momento (1783) proibita.

Infatti, quantunque possa essere considerato 'ultimo grande capolavoro scritto prima che la rivoluzione dell’89 sconvolgesse la Francia e l’intera Europa di fine diciottesimo secolo, il “Figaro” di Beaumarchais già ribollisce di concetti, pensieri ed idee assolutamente rivoluzionarie per l’epoca. A conferma di ciò il presunto commento dell’Imperatore Napoleone Bonaparte il quale avrebbe addirittura etichettato questa deliziosa e irriverente commedia come "la rivoluzione francese già in azione". Sebbene l’intera trama sia sviluppi vivacemente su un intricato e coinvolgente intreccio di equivoci e fraintendimenti amorosi, la contrapposizione e la disputa tra il servo Figaro ed il Conte di Almaviva riconducono in maniera fin troppo poco celata ad un antagonismo di natura chiaramente “sociale”.

Nonostante le prime oggettive difficoltà che ne impedirono la messa in scena nel 1783, fin dall’anno seguente un clamoroso trionfo senza uguali scandì ogni sua rappresentazione. Basti pensare che a partire dalla sera del suo debutto la commedia di Beaumarchais – che in realtà è un vero e proprio seguito de Il barbiere di Sevilla dello stesso drammaturgo francese - fu rappresentata per cento volte consecutive.
Il perché di un così straordinario successo de “La folle journéei” è facilmente rintracciabile anche nelle altre commedie di Beaumarchais quasi a voler essere inteso come una sorta di “marchio di fabbrica” : una potente e frizzante alchimia tra esilaranti e vivaci situazioni che si susseguono senza sosta alcuna raccontate con linguaggio fresco, schietto, leggero e spiritoso, il tutto insaporito egregiamente da una farsesca e poderosa satira sociale.
E’ indubbio, infatti, che con le sue opere Beaumarchais ruppe nettamente con la tradizione di un teatro sì raffinato ma tuttavia ancora smodatamente “aulico” e intriso fin troppo di personaggi e trame del tutto convenzionali che pagavano quotidianamente pegno alle esigenze ed alle pretese della morale imperante.
I due capolavori musicali di Mozart e Rossini furono, in questo senso, due limpide e perfette testimonianze della fortuna e del successo che baciarono la commedia di Beaumarchais.

Relativamente alla rappresentazione “riminese”, sotolineiamo con piacere il fatto che la stessa complessità e vivacità di un testo qual’ è quello de Le nozze di Figaro lo rendono assolutamente “ideale” per le qualità istrioniche e recitative del bravissimo Tullio Solenghi

Questa – in breve - la trama che si dipana lungo i suoi 5 atti:

Sono passati tre anni. Rosina è diventata la contessa di Almaviva, ma il conte stanco della vita coniugale fa la corte alla cameriera della moglie, Susanna, spiritosa e gaia, alla vigilia delle sue nozze con Figaro. Figaro è indignato, la contessa è triste nel vedersi trascurata e si turba per l'amore che ha per lei il giovanissimo paggio Cherubino, suo figlioccio. Sfruttando la gelosia del conte per Cherubino, le due donne e Figaro si beffano di lui. Poi, secondo un piano ideato dalla contessa, Susanna finge di dare al conte un appuntamento, al quale si reca invece Rosina nei panni della cameriera. Figaro viene a sapere dell'incontro, crede di essere ingannato dalla fidanzata, si apposta per sorprendere il conte con Susanna. Incontra però Susanna vestita negli abiti della contessa, che gli racconta l'inganno. Arriva il conte, che crede di scoprire la moglie con Figaro, e minaccia di vendicarsi. Alla luce delle torce ogni equivoco è dissipato. Il conte si pente, la contessa ritrova l'antica tenerezza per il marito. Figaro può finalmente sposare Susanna.
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